I disastrosi effetti degli abusi edilizi, più volte denunciati e mai repressi, nella zona di Capo Milazzo vengono a galla in conseguenza dell’ondata di maltempo che ha colpito la nostra provincia. In particolare la zona della Manica è stata dichiarata a rischio di crolli e devastazioni e non è difficile ipotizzare che proprio la massiccia colata di cemento (in assenza di Piano particolareggiato e paesistico di capo Milazzo) ne sia una delle componenti aggravanti. Alle piccole casette tipiche della zona sono state purtroppo affiancate, in maniera incontrollata, abitazioni che hanno stravolto e deturpato il paesaggio di capo Milazz il dilavamento del suolo su terreni resi impermeabili dal cemento mette a rischio tutta l’intera zona del promontorio compreso il Tono con danni che rischiano di essere gravissimi ed irreparabili! La mancata manutenzione delle antiche “ammacie” (i muretti a secco patrimonio dell’architettura tipica locale) o, addirittura, il loro utilizzo “privato” ne hanno provocato in parecchi casi la distruzione. Occorre il loto immediato ripristino secondo le tradizioni artigianali locali, SENZA pensare a speculazioni edilizie di cementificazione. Come sono state costruite tutte le ville della Contrada Manica di Capo Milazzo? Dove e come ha agito la Soprintendenza di Messina? Qualcuno avrà pur fatto delle relazioni geologiche e dato prescrizioni ed autorizzazioni? Con che Legge sono state autorizzate tali costruzioni in assenza di Piano particolareggiato e paesistico? Come eventualmente sono stati sanati (in assenza di norme urbanistiche vigenti) gli abusi denunciati e vigenti? E’ necessario che la Soprintendenza e la Magistratura accertino ora tali fatti e conseguentemente vigilino accuratamente per evitare che nei piani dell’amministrazione milazzese vi sia l’intento di nascondere le inadempienze e distruggere il patrimonio culturale collettivo con ulteriori colate di cemento o con il furto dell’antico pietrame. L’insipienza degli amministratori locali che non hanno voluto né saputo programmare l’ecosostenibilità del territorio milazzese e, soprattutto, del polmone verde della nostra città, si mostra così in tutta la sua evidenza dopo questi gravissimi fatti. I Cittadini, responsabili di abusi di necessità, sono adesso vittime di coloro che hanno compiuto lo scempio del territorio con abusi speculativi ed inutili colate di cemento. Il WWF ritiene che questo sia il momento migliore per appurare se nei progetti della locale Amministrazione vi siano altri progetti nascosti e pericolosi come la “Strada Capo-Tono” che viene riproposta e sospinta da appetiti cementificatori, come la “cementificazione della Fondazione Lucifero con la scusa della gestione della zona SIC”, come i continui abusi e sanatorie.


 Dr. Giuseppe Falliti

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