Benchè frastornato dalla ridda di dichiarazioni e smentite che hanno seguito la visita del ministro Matteoli a Viterbo, non posso fare a meno di ripensare all’assurdità che sta alla base di tutto questo: l’ostinazione di costruire un grosso aeroporto alle porte della città e lontano da tutte le tre direttrici, stradali e ferroviarie, che percorrono la nostra penisola in senso longitudinale, una centrale (passante per Orte) e due litoranee, tirrenica ed adriatica.

Un aeroporto internazionale, secondo nel Lazio e tra i primi d’Italia,un’opera che per antonomasia dovrebbe essere accessibile ad numero maggiore di persone e di luoghi, si troverebbe come quel ponte in Sicilia (mostrato recentemente da Striscia la notizia),il quale non è collegato da alcuna strada, né da un capo né dall’altro!

E ministri, parlamentari, sindaci, presidenti, assessori, ecc. ecc. ne parlano seriamente, dibattono, si scambiano accuse reciproche, promettono, rassicurano, come se fosse una cosa seria!

E’, però, vero che ogni tanto, sforzandosi di essere credibili, sfugge loro qualche verità!

Come la necessità di decongestionare subito Ciampino, che si trova al collasso.

Ma se c’è un’urgenza così impellente come si può risolverla con un aeroporto che non c’è?

La logica imporrebbe che i voli di Ciampino vengano distribuiti su aeroporti esistenti e per il momento c’è solo Fiumicino, che ha ancora un grande potenziale, e Latina, la cui pista potrebbe consentire il transito di un numero limitato di voli delle compagnie low cost. In nessun caso, nei prossimi giorni, o nei prossimi mesi e nemmeno nei prossimi anni, la soluzione Viterbo potrà mai essere presa in considerazione, perché qui non esiste assolutamente nulla che possa avere a che fare con un aeroporto commerciale, perché non c’è nemmeno una pista appena sufficiente, quella esistente è corta e mal orientata.

Allora, se è vero che Ciampino è ora allo stremo, è assurdo proporre, per ora, la soluzione Viterbo.

Bisognerebbe essere sinceri e chiedere loro di pazientare, almeno fino a quando non arrivino gli arabi dagli Emirati, dove hanno costruito un enorme palazzo del ghiaccio nel deserto. Forse solo loro potranno costruire, in poco tempo, quella che Riggio, il Presidente dell’ENAC, definisce una cattedrale nel deserto, quale sarebbe un aeroporto senza collegamenti efficienti!

Eppure centinaia di persone per bene, sedute intorno a tavoli ben imbanditi, stanno ad ascoltare tali assurdità senza nessuna obiezione, senza indignarsi per essere presi così spudoratamente in giro, senza manifestare, non dico dissenso, ma almeno dei dubbi, delle perplessità. Secondo notizie di stampa, solo un convenuto ha manifestato la sua preoccupazione a proposito della costruzione dell’autostrada tirrenica, per l’impatto negativo che subirebbe l’agricoltura maremmana; ma un aeroporto da potenziali venti milioni di passeggeri, pari a 72 centrali elettriche a carbone di Civitavecchia, solo per le emissioni di CO2, che "spara" 140 decibel ad ogni decollo, per 400 decolli al giorno, ad un tiro da schioppo dal capoluogo, non suscita nessuna perplessità?

Se questi grandi capi, eletti dal popolo sovrano, perché ritenuti i suoi migliori rappresentanti, non hanno altre soluzioni per affrontare la crisi economica, forse sarebbe il caso che il popolo si chieda, se, nello sceglierli, non abbia commesso qualche errore!

Giuliano Massaro

 

 

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