ROMA  -   Si è svolto, con successo di pubblico e di contenuti, il secondo incontro del “Tavolo Interreligioso”  promosso  dal consigliere dell’VIII municipio di Roma Antonio Inferrera, avente la delega per il Dialogo e i Rapporti Interreligiosi, nella sede della sala cinema del municipio stesso. 

Erano presenti numerosi esponenti di comunità religiose e laiche come la Comunità di S. Egidio, la Chiesa Pentecostale di Torre Angela, rappresentata dal pastore Stefano Bogliolo, la Chiesa Pentecostale Rumena della borgata Finocchio, rappresentata dal pastore Costel, la Chiesa Pentecostale ADI di largo Tripi, la comunità Buddista, quella Sikh, quella Islamica, oltre a rappresentanti di  associazioni culturali -spirituali, tra cui il Seg.rio di Religions for Peace Dr. Luigi De SalviaGabriella Lavorgna Pres del  Mandir della Pace, la Fondazione Onlus che promuove ad Assisi il tema del dialogo interculturale con il meeting" L'Oriente incontra l'Occidente sul sentiero francescano" .

 

La riunione è stata introdotta dal   presidente del Municipio Massimiliano Lorenzotti che ha rivolto un saluto ai rappresentanti delle religioni intervenuti. Presente anche il presidente della Commissione per le Politiche Sociali e Sanitarie, Romolo Biferi, e il Consigliere Antonio Villino, Pres. Commissione Scuola , Sport, Cultura oltre a  diversi altri consiglieri. L’VIII, è il più grande tra  municipi della capitale, con i suoi 230.000 mila abitanti, che lo fa essere la 13° città italiana per numero di abitanti.

Per l’occasione Antonio Inferrera ha invitato l’On. Franca Coen della passata consigliatura, con la delega alla Multietnicità del comune di Roma, coordinatrice ed istitutrice della Consulta delle Religioni di Roma, il cui esempio fu poi seguito da molte altre città e regioni italiane, la quale ,  non essendo potuta intervenire, ha chiesto  di rappresentarla al prof, Paolo Naso, giornalista, scrittore, docente di Scienza Polita all’Università La Sapienza di Roma, curatore del programma televisivo di RAI2, Protestantesimo. Nel prendere la parola il  prof. Naso ha voluto subito sgomberare il campo da un equivoco che è quello che fa erroneamente ritenere che ci si trovi di fronte ad un “nuovo pluralismo religioso”, dovuto al recente fenomeno dell’immigrazione in atto nel nostro paese da 25 anni circa. Ha infatti ricordato che in Italia esiste la più antica comunità ebraica del mondo dopo quella che si trova in Israele, presente nel nostro paese da prima della caduta di Gerusalemme del 70 d.C.

Ha ricordato che la comunità valdese, è presente in Italia da XII secolo, quella luterana dal XVI secolo, quella islamica dal VII-VIII secolo, quella ortodossa dai primi decenni del 900, solo per citarne alcune.

Nel suo intervento il prof. Naso ha anche esortato i responsabili dell’iniziativa a andare oltre il modello di dialogo  interreligioso di Assisi, superando i pregiudizi e le diffidenze e soprattutto la politica delle ideologie, per concentrarsi  più sugli aspetti concreti sul piano pratico-operativo, per affrontare le difficoltà con cui le comunità di fede sono costrette a misurarsi ogni giorno, e a concepire il dialogo più dalla prospettiva di una dimensione civile.   Ha infine suggerito un piano di lavoro che tenga conto di tre punti essenziali 1) Una mappatura della presenza sul territorio delle varie comunità religiose, 2) Un tavolo permanente di lavoro,  perché sia una cabina di regia,  attraverso la quale l’amministrazione possa individuare i referenti delle comunità con in quali avviare una negoziazione su cose concrete, come ad esempio il problema dei luoghi per il culto,  3) una maggiore attenzione ai giovani.

 

La Dr.ssa Gabriella Lavorgna, Pres. del Mandir della Pace, è intervenuta concordando su quanto espresso dal Prof. Naso , sottolineando inoltre che la chiave del "dialogo", quale sentiero percorribile per lo sviluppo di una cultura di pace, è l'importanza della conoscenza del "diverso" ,  nelle sue tradizioni socio-culturali e religiose,   per poterne comprendere le reali esigenze e favorirne l'integrazione dello stesso  nella società civile in cui vive, e tal proposito ha citato la sua testimonianza di come un occidentale come lei, intrisa di tradizioni  culturali e fede diversa, caratterizzate da schemi precostituiti, abbia avuto l'opportunità di acquisire e sperimentare , tramite una permanenza in India, la conoscenza della Scienza Vedica , culla delle religioni, dalla quale ha attinto l'universale concetto dell'Unità nella diversità, che classifica l'Umanità come figli di un unico Padre.

Rivolgendosi poi al Cons. Biferi , apprezzando la qualità dei servizi proposti, ha auspicato un potenziamento  di rafforzare la politica sanitaria nel garantire  il diritto e la tutela della salute agli immigrati extracomunitari mentre al Cons. Velino ,addetto alla Cultura,  ha proposto di istituire ,per le scuole del comprensorio, una Rassegna Cinema, Società, Diritti Umani , e quantaltro necessario  ad evidenziare Valori e discipline interculturali, ai fini di una Educazione alla Pace.

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