“Si apre una stagione di valorizzazione del nostro patrimonio manifatturiero, dell’arte di saper fare prodotti d’eccellenza”. Il Presidente di Confartigianato imprese di Viterbo Stefano Signori commenta positivamente il provvedimento sul made in Italy pubblicato nella G.U. del 25 settembre 2009. “Non soltanto – spiega - è stato sventato il tentativo di ridurre le tutele del made in Italy, ma si sono poste le basi per valorizzare la qualità del ‘ben fatto’ in Italia. Il Governo ha recepito le nostre sollecitazioni, confermando il principio dell’art. 17 della L. 99/2009 che difende chi investe, produce e dà lavoro in Italia e obbliga il produttore a dichiarare l’origine dei prodotti quando questi siano fatti interamente all’estero e possano essere confusi con prodotti italiani. Si tratta di un principio da tempo consolidato in Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone e l’India”.

Il presidente Signori, nell’apprezzare l’impegno del Governo, sottolinea, in particolare, la fermezza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola contro i tentativi di bloccare una norma fortemente sollecitata da Confartigianato a difesa della qualità del ‘saper fare’ delle nostre imprese, dell’antica tradizione produttiva profondamente radicata nei territori del nostro Paese e capace di rinnovarsi per dare vita a soluzioni tecnologiche d’avanguardia.
“Inoltre – aggiunge il segretario provinciale Andrea De Simone – anche grazie alla sensibilità manifestata dal Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, si rafforza e si amplia la tutela del made in Italy, gettando le basi del marchio volontario 100% made Italy. Anche in questo caso è stata recepita una proposta di Confartigianato che era stata fatta propria dal Presidente del Consiglio Berlusconi che ne aveva annunciato l’introduzione a giugno scorso durante l’annuale  assemblea di Confartigianato”.

“Paradossalmente – spiega il Segretario De Simone – la crisi ha dato un frutto buono: l’avvio di un impegno comune per far conoscere ed apprezzare il significato del vero made in Italy, vale a dire la storia manifatturiera del nostro Paese, l’orgoglio, la passione, l’abilità, la competenza di 480.000 artigiani e piccoli imprenditori che producono davvero soltanto in Italia, che danno lavoro a 1.900.000 addetti e realizzano un valore aggiunto di 58 miliardi, il più alto in Europa. Sono tutt’altro che una minoranza, sono il 93% delle imprese manifatturiere italiane, sono il cuore del made in Italy che significa economia reale, reddito, occupazione, benessere, sviluppo per tutti. Dietro al vero made in Italy ci sono queste nostre imprese che costituiscono una risorsa creativa contro l'omologazione dei gusti, sono straordinario esempio del ‘su misura’ e del ‘fuori serie’, rappresentano la difesa della memoria, dell'identità e delle diversità del Paese”.

“I consumatori – aggiunge infine De Simone – hanno il diritto di poter riconoscere e scegliere il vero made in Italy che significa il pregio del pezzo unico, il lusso quotidiano degli oggetti di uso comune, la perfezione ‘su misura’. Hanno il diritto di sapere che, acquistando un prodotto italiano, possiedono un pezzo di storia del nostro Paese, possiedono la qualità del saper fare che il mondo ci invidia, fatta di storia, creatività, flessibilità. Confartigianato continuerà a battersi per la trasparenza del mercato e affinché il consumatore possa riconoscere la provenienza e la qualità dei prodotti”.

- Uno Notizie Viterbo -

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