La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di Euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un “furto annunciato", afferma Lino ROCCHI della RdB VT, già dalla decisione di trasferire il Tfr dalle aziende ai fondi pensione, ed all'Inps era chiaro che i “risparmi” dei lavoratori affidati ai fondi pensione sarebbero diventati carta straccia, e quelli all'Inps sarebbero stati utilizzati dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori.

Non ci stupisce quindi questo, ma il fatto che Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamento, di fatto, dell'istituto del Tfr, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare.
Poco più di due anni fa, il governo di centrosinistra, le confederazioni sindacali ed i “sindacatini” che oggi si “stracciano le vesti”, ebbero la faccia tosta di presentare la riforma del TFR come un vantaggio per i lavoratori, annunciando che i fondi pensione sarebbero cresciuti sul mercato finanziario e che il TFR "inoptato" sarebbe stato, in ogni caso, "garantito" dall’Inps.

In realtà, è accaduto l’opposto, i fondi pensione sono stati colpiti dalla crisi con una perdita che va dal 3 al 7%, ed il TFR depositato all’Inps è diventato il Bancomat del governo, esattamente come avevano denunciato e previsto il sindacalismo di base, gli unici che si erano opposti.
Quel 84,8% di lavoratori del privato che, anche grazie alla nostra campagna di informazione, prosegue Rocchi, non ha ceduto alla tentazione di conferire il proprio TFR ai fondi pensione rischia oggi di vedere i propri “risparmi”, (ricordiamo che il Tfr è in realtà un salario differito), andare in fumo.

Certo, meglio dei loro colleghi che, attirati “nell’orto dei miracoli dal gatto e la volpe di turno”, hanno scelto incautamente i fondi, perché ora con una crisi che sta rallentando, ma, solo per i padroni, chi è stato licenziato, o rischia di perdere nel prossimo futuro il posto di lavoro, non ha più nemmeno il paracadute di quei pochi Euro della “liquidazione” per tirare avanti qualche mese nella speranza di tempi migliori, perché i loro soldi sono “Blindati” nei fondi pensione e non rientrano nelle disponibilità dei lavoratori.
E chi ora teme per i propri soldi e singolarmente vorrebbe uscire dai fondi non può farlo, peggio di una trappola per topi.

Non solo la RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, conclude Rocchi, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile l'introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi, ci troviamo di fronte da un lato, ad un gigantesco condono per i grandi evasori fiscali e dall'altro, al sequestro di tre miliardi dalla "buonuscita" dei lavoratori, non è questo che ci si aspetta da una legge Finanziaria. 

- Uno Notizie Viterbo - Lazio -

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